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Proloco Atripalda

Basilica Paleocristiana di Capo La Torre

Basilica Paleocristiana di Capo La Torre

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Il sito conserva i resti della basilica paleocristiana datata al IV secolo d. C. e riportati alla luce in seguito a più campagne di scavo. L’edificio, a tre navate, ha un orientamento ovest-est diviso da pilastri distanti 3,50 metri l’uno dall’altro. Nella navata centrale, pari a più di 12 metri, è stato rinvenuto il basamento costituito da blocchi calcarei di spoglio sul quale sono ben visibili fori per grappe o per l’inserimento di strutture lignee o di metallo, destinato a separare l’area destinata ai fedeli da quella della gerarchia ecclesiastica (presbiterio).

Nell’ultima campagna di scavo è stata posta in luce l’abside della basilica orientata ad ovest ma conservata solo in piccola parte nell’alzato. All’interno del presbiterio, invece, si è posta parzialmente in luce una vasca rettangolare interamente rivestita in marmo bianco, che si potrebbe interpretare come un reliquiario. Un ulteriore rinvenimento, utile alla comprensione dello sviluppo planimetrico dell’edificio, è la messa in luce di parte della struttura muraria che doveva costituire il basamento dall’arco trionfale. Il piano di calpestio della basilica è costituito dalle coperture delle sepolture che attribuiscono all’edificio anche una funzione cimiteriale; queste sono disposte le une sulle altre, su due o anche tre livelli, e su di esse sono inserite importanti epigrafi funerarie. La creazione della pavimentazione marmorea della basilica può essere stabilita dalla seriazione delle iscrizioni che vanno dal 453 al 548.

Le numerose epigrafi cristiane, oltre una cinquantina, ovvero uno dei più grandi patrimoni epigrafici esistenti, indicano, oltre al nome del defunto, la sua età e la data di morte, e vanno dal V al VI secolo d. C. I diversi livelli di tombe ne evidenziano due tipologie. La prima (relativa ad inumazione ricavate al di sotto del piano dell’edificio) comprende strutture realizzate con spallette di muratura, spesso già progettate con più livelli di deposizione; la seconda tipologia, invece, è costituita da grossi banconi in muratura costruiti fuori terra in modo serrato gli uni accanto agli altri, che coprono le deposizioni vere e proprie.

Si tratta di strutture con paramenti murari in opera vittata o listata e con complesse decorazioni in opus sectile, la cui policromia è ottenuta con l’uso di marmi diversi. La decorazione prevede sulle fiancate delle tombe motivi floreali stilizzati e geometrici disposti lungo fasce su più registri concentrici, attorno ad un pannello centrale monocromo.

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