Farmacie di Turno

Settimana dal 22/01 al 28/01/2017

FARMACIA SEPE 

Piazza Umberto I, 48

Atripalda - Tel. 0825 626367
ORARI DI APERTURA

Domenica  chiuso
Lunedì 08:00 - 13:30 16:00 - 20:30
Martedì 08:00 - 13:30 16:00 - 20:30
Mercoledì 08:00 - 13:30 16:00 - 20:30
Giovedì 08:00 - 13:30 16:00 - 20:30
Venerdì 08:00 - 13:30 16:00 - 20:30
Sabato  chiuso

 

FARMACIA CAPOZZI

Via Aversa, 113

Atripalda - Tel. 0825 610299

ORARI DI APERTURA

Domenica 00:00 -  24:00
Lunedì 07:30 - 13:30 15:30 - 20:30
Martedì 07:30 - 13:30 15:30 - 20:30
Mercoledì 07:30 - 13:30 15:30 - 20:30
Giovedì 07:30 - 13:30 15:30 - 20:30
Venerdì 07:30 - 13:30 15:30 - 20:30
Sabato  chiuso

 

FARMACIA CENTRALE

Via Piazza, 3/5

Atripalda - Tel. 0825 626233

ORARI DI APERTURA

Domenica  chiuso
Lunedì 08:30 -13:00  16:00 -20:30
Martedì 08:30 -13:00  16:00 -20:30
Mercoledì 08:30 -13:00  16:00 -20:30
Giovedì 08:30 -13:00  16:00 -20:30
Venerdì 08:30 -13:00  16:00 -20:30
Sabato chiuso

  FARMACIA SANTA RITA

Via Appia, 64

Atripalda Tel. 0825 626355

ORARI DI APERTURA

Domenica  chiuso
Lunedì  00:00 -13:00  16:00 -20:00
Martedì 09:00 - 13:00 16:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 13:00 16:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 13:00 16:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 13:00 16:00 - 20:00
Sabato   chiuso

 

 

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    5 x Mille
    Italian English

    Basilica Paleocristiana di Capo La Torre

    Il sito conserva i resti della basilica paleocristiana datata al IV secolo d. C. e riportati alla luce in seguito a più campagne di scavo. L'edificio, a tre navate, ha un orientamento ovest-est diviso da pilastri distanti 3,50 metri l'uno dall'altro. Nella navata centrale, pari a più di 12 metri, è stato rinvenuto il basamento costituito da blocchi calcarei di spoglio sul quale sono ben visibili fori per grappe o per l'inserimento di strutture lignee o di metallo, destinato a separare l'area destinata ai fedeli da quella della gerarchia ecclesiastica (presbiterio). Nell'ultima campagna di scavo è stata posta in luce l'abside della basilica orientata ad ovest ma conservata solo in piccola parte nell'alzato. All'interno del presbiterio, invece, si è posta parzialmente in luce una vasca rettangolare interamente rivestita in marmo bianco, che si potrebbe interpretare come un reliquiario. Un ulteriore rinvenimento, utile alla comprensione dello sviluppo planimetrico dell'edificio, è la messa in luce di parte della struttura muraria che doveva costituire il basamento dall'arco trionfale. Il piano di calpestio della basilica è costituito dalle coperture delle sepolture che attribuiscono all'edificio anche una funzione cimiteriale; queste sono disposte le une sulle altre, su due o anche tre livelli, e su di esse sono inserite importanti epigrafi funerarie. La creazione della pavimentazione marmorea della basilica può essere stabilita dalla seriazione delle iscrizioni che vanno dal 453 al 548.

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    Chiesa e Convento di S. Giovanni Battista

    Il convento di S. Giovanni Battista e l'annessa chiesa sono situati sull'omonima collina e si affacciano su piazza Umberto I.
    La costruzione fu iniziata nel 1589 su iniziativa dell'Università di Atripalda e con il contributo della famiglia Caracciolo.
    Gran parte del complesso poggia su fondamenta di epoca romana, forse sulle rovine di un tempio pagano. Dal 1670, per decisione papale, il convento venne assegnato ai Frati Minori Scalzi, la cui devozione per S. Pasquale finì per dare il nuovo nome. Dopo i terremoti del '600, furono posti alcuni contrafforti sulla facciata sia del convento che della chiesa. Tra la fine del '600 e l'inizio del '700, furono innalzati dei piani fino a formare un quadrilatero con all'interno un chiostro con giardino e nel 1700 la chiesa fu completamente rinnovata nelle forme ora riconosciute.

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    Chiesa della Maddalena

    La Chiesa, impostata ad una quota di circa quattro metri al di sopra dell'attuale piano stradale, è stata costruita intorno al 1740. Trattasi, in realtà, di una chiesa riedificata secondo quanto menzionato in alcuni documenti del XIII secolo.

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    Chiesa di S. Lorenzo

    Le prime notizie sulla chiesa di S. Lorenzo risalgono al 1197. Con il passare dei secoli la cappella originaria subì varie modifiche fino ad assumere la forma architettonica attuale. Fino agli ultimi anni del 1700 la chiesa era situata al di fuori delle mura di cinta della città. L'interno della chiesa è costituita da un'unica navata a forma rettangolare ed è sovrastata da un campanile a ventola con due piccole campane. Sull'altare maggiore, fa bella mostra una statua di buona fattura del patrono S. Lorenzo. All'ingresso, sono incastonate in una nicchia due antiche acquasantiera in pietra.

    Chiesa di S. Maria del Carmelo

    Ubicata nei pressi di piazza Umberto I, la chiesa fu realizzata come sede di una confraternita laica nella metà del XVII sec. La chiesa presenta un'unica navata e cappelle laterali, nel corso del XVIII secolo fu abbellita con marmi e stucchi e nell'anno 1717 fu solennemente aperta al culto. Dopo il disastroso terremoto del 1732 la chiesa subì un ulteriore ricostruzione e si arricchì di una pregevole statua di Santa Maria del Carmelo e di un dipinto collocato nel soffitto ligneo. Eretta a chiesa parrocchiale con decreto vescovile nel 1933, fu nuovamente danneggiata dal sisma del 23 novembre 1980. Oggi è stata restituita alla comunità grazie ad un sobrio ed accurato restauro.

    Chiesa di San Nicola da Tolentino

    Fondata anteriormente al 1779, in origine denominata chiesa di Santa Monica, era ubicata presso il convento dei Padri Agostiniani che facevano parte della Congregazione di S. Giovanni a Carbonara esistente nel territorio atripaldese sotto il nome di San Nicola dal Tolentino. Dell'annesso convento agostiniano non avanzano quasi più tracce e oggi la sua area è occupata dall'edificio della scuola elementare "Edmondo De Amicis".

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    Chiesa S. Ippolisto

    La chiesa deve la sua origine in età longobarda e fu rimaneggiata in epoca normanna arricchendola con elementi in stile romanico. La Chiesa come si presenta oggi, è di impianto cinquecentesco, preceduta da un'ampia scalinata in pietra, ha conservato la facciata in stile romanico, in pietra nella parte inferiore e in tufo piperno nero in quella superiore. Il portale d'accesso in bronzo, commissionato da S.E. Luigi Barbarito già Nunzio apostolico e realizzato dall'artista Melillo è inquadrato in mezzo a quattro lesene appena rilevate sul resto della facciata. Le due porte laterali, commissionate da Enzo Angiuoni e realizzate dall'artista Moschella, evidenziano le glorie dell'Eucaristia e di S. Antonio da Padova.

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    Complesso dell’Annunziata

    Il complesso religioso della SS. Annunziata collocato nel centro storico di Atripalda a ridosso del quartiere di Capo La Torre, è costituito dalla piccola chiesa, dall'aula del Capitolo, dai locali della Confraternita e dall'ex Ospedale dei poveri camminanti.

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    Convento dei Padri Domenicani

    Edificato tra il XII e il XIV secolo, il Convento dei Padri Domenicani, prima per la sua posizione lungo importanti vie di comunicazione, poi per la prossimità al Palazzo Ducale, ha avuto e tuttora conserva, una sua preminente funzione all'interno del centro storico di Atripalda.

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    Dogana dei Grani

    Il Museo Palazzo, ex Dogana dei Grani, realizzata nel 1883 in occasione della ristrutturazione del Largo Mercato attuale piazza Umberto I, ha segnato, nella storia di Atripalda, lo spostamento del centro direzionale della città sulla sponda sinistra del fiume Sabato. L'edificio sostituì la vecchia dogana che sorgeva nell'attuale centro storico in continuità con il ruolo cardine della città per lo smercio dei grani provenienti dalla Puglia e diretti verso il capoluogo partenopeo. Atripalda, infatti, fu uno dei mercati più importanti del Regno di Napoli prima e del Regno delle Due Sicilie dopo. Con il passar degli anni, la cittadina sul fiume Sabato rafforzò la sua vocazione commerciale che non riguardava soltanto la vendita del grano e la sua sfarinatura nei mulini posti lungo il fiume, ma anche la lavorazione della carta, del rame, del ferro, dell'acciaio e della lana.
    Nel 1900, con l'assassinio del Re Umberto I ad opera di un anarchico, la Società Operaia di Atripalda e l'Amministrazione comunale decisero di apporre sulla facciata della Dogana, il mezzobusto del re e un'epigrafe a lui dedicata. Fu da allora che la denominazione di Largo Mercato fu sostituita con quella di Piazza Umberto I.
    Oggi l'edificio, costituito da un'ampia sala a padiglione e sorretto da una struttura lignea che termina con un tetto piramidale, è diventato contenitore delle più varie funzioni: al suo interno si svolgono convegni, concerti ed esposizioni temporanee. Oltre ad ospitare gli uffici delle Sovrintendenze è stato creato al piano terra un piccolo museo, definito Antiquarium, che ospita i reperti provenienti dal sito archeologico di Abellinum e dalla necropoli di Capo la Torre.

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