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Raffaele Aversa

(1906 - 1944) Nacque in provincia di Roma, a Labico, dove il padre Alfonso, atripaldese, comandava la locale stazione dei Carabinieri. Dopo gli studi classici al "Colletta" di Avellino, il giovane Aversa si arruolò nell'Arma Benemerita frequentando l'Accademia di Modena. Volontario in Africa, partecipò anche alla campagna in Russia.
Il 25 luglio 1943 curò l'arresto di Mussolini a Villa Savoia; nei giorni seguenti il Capitano Aversa, tentò di organizzare una eroica resistenza ai nazisti ma braccato dalle squadre speciali delle "SS", nonostante gli aiuti avuti da parte di fraterni amici atripaldesi, venne rintracciato ed arrestato. L'attentato di Via Rasella segnò la sua fine.
Il Comune di Atripalda, per ricordare questo eroe, fece apporre sulla facciata della casa dei genitori in Via Cammarota una lapide marmorea che, rimossa all'indomani del sisma del 23 novembre 1980, nella confusione di quei giorni andò smarrita. Nel 1994, in occasione delle celebrazioni indette in tutta Italia per la ricorrenza del "25 aprile", la Sezione di Atripalda del Movimento Sociale Italiano, chiese con un pubblico documento al Commissario Prefettizio della Città del Sabato, dottoressa Carla Pallante, di adoperarsi affinché il Comune restituisse al ricordo della cittadinanza la figura del Capitano Aversa.

Nel documento del Msi - datato 18 aprile 1994 - veniva tra l'altro riportato: "Nel rispetto di coloro che su opposte barricate immolarono la vita per la Patria, anche la nostra città deve testimoniare concretamente il desiderio di pacificazione che pervade l'intero popolo italiano". Della vicenda si interessò anche la stampa nazionale positivamente meravigliata della civile iniziativa portata avanti dagli esponenti atripaldesi della Destra politica. Il 18 giugno del 1995 l'Amministrazione comunale di Atripalda riposizionò, con una solenne cerimonia, la lapide marmorea in memoria del Capitano Raffaele Aversa.