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www.prolocoatripalda.it - Raffaele Masi

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Raffaele Masi

 (Atripalda 1817 - Milano 1876) Al termine degli studi, brillantemente compiuti nel  seminario vescovile di Avellino, fu ordinato prete e nominato, ancora giovanissimo,  insegnante di belle lettere e filosofia nello stesso seminario. Subito dopo ottenne la  nomina a canonico della cattedrale. Valente oratore, si fece apprezzare per gli elogi e le  commemorazioni che poi diede alle stampe.
 È del 1841 la prima edizione del "Trattato estetico e pratico di eloquenza", sua opera principale. Il lavoro si presenta diviso in due parti come un misto di storia della letteratura e un trattato di estetica a uso delle scuole.
Nel maggio del 1848 fu eletto deputato al Parlamento napoletano per il collegio di Avellino e fu confermato nelle elezioni politiche di giugno.
Quando con il decreto di scioglimento delle Camere ebbe inizio la stretta repressiva, fu stroncata la libertà di stampa, fu istituito un Consiglio generale per l'istruzione pubblica e furono revocate le autorizzazioni alle scuole private con la possibilità di fruire solo di permessi quadrimestrali, il Masi, grazie alla sua fama di moderato, ne ottenne uno per l'insegnamento dell'eloquenza a Napoli.


Alla sua scadenza, avendo il re ordinato nuove indagini sugli istituti privati, il presidente del Consiglio generale di istruzione pubblica, F. S. Apuzzo, dichiarò nel suo rapporto di avere avuto buone informazioni sul Masi relativamente al periodo di permanenza ad Avellino, ma ricordò anche che egli aveva abbandonato la sua residenza di canonico ed era stato eletto due volte deputato. Questa relazione costò al Masi il rinnovo del permesso, pertanto, egli fu costretto a trascorrere quegli anni in gravi ristrettezze economiche, senza poter insegnare e senza alcun beneficio ecclesiastico.
Nel luglio del 1856 chiese al re un posto di bibliotecario al ministero dell'Interno oppure un beneficio ecclesiastico di regia nomina, dichiarandosi disposto a rinunciare definitivamente all'insegnamento privato e anche a trasferirsi in località del Regno lontane da Napoli. Ottenne soltanto, nell'agosto 1856, la promessa che sarebbe stato tenuto presente per eventuali nomine nell'Istruzione pubblica.
Il 20 agosto 1860, abolito il Consiglio dell'istruzione pubblica, fu chiamato a far parte della Commissione per la riforma dell'istruzione del Regno delle Due Sicilie, di cui era segretario Francesco De Sanctis. Pochi giorni dopo entrava in Napoli Giuseppe Garibaldi: il Masi fu chiamato a dirigere il convitto nazionale di Napoli intitolato a Vittorio Emanuele II.
Nell'autunno del 1861 si trasferì a Milano in seguito alla nomina a preside del liceo Cesare Beccaria cui diede una impronta educativa di tipo liberale. Tramite un collega conobbe e divenne amico di Alessandro Manzoni, che nutriva verso i liberali napoletani una sincera stima; su questi incontri e sulle conversazioni che li animarono - la prima riguardò il Mezzogiorno - il Masi lasciò alcuni appunti poi ritrovati e pubblicati postumi.
Fu durante il periodo milanese che ricevette la nomina a professore onorario dell'Università di Napoli. Nel gennaio 1867, designato al posto di provveditore centrale agli studi secondari presso il ministero della Pubblica Istruzione, lasciò Milano per Firenze, allora capitale. Divenuta capitale Roma, vi si trasferì. Aveva già progettato di ritirarsi ad Atripalda quando, nel 1876, fu incaricato di
ispezionare i più importanti seminari italiani, con una missione che doveva toccare Genova, Torino, Milano, Padova e Venezia. Giunto a Milano, fu colto da malattia e morì nello stesso anno.